30.06.07

Niente vestiti oggi, ma…

Archiviato in Senza categoria taggato , , at 12:04 by Paola


…libri…
Non nel senso che mi vesto di pagine bianche dove le parole si rincorrono, ma nel senso che parlerò di libri, e non di vestiti, che comunque indosserò lo stesso…:-)
Ho sempre letto…sin da piccola, anzi piccolissima, sapevo leggere a quattro anni e mezzo…tormentavo mio fratello mentre studiava, ero lì accanto a lui che sfogliavo quegli oggetti magici con figure e parole e volevo sapere cosa c’era dietro a quello che io riuscivo a vedere…sono sempre stata molto curiosa…i miei primi libricini letti, non li dimenticherò mai, erano libricini sui dinosauri, ho ancora impresse le immagini con quei paesaggi lussuriosi e questi animali che mi affascinavano da morire, forse per quegli occhioni che gli disegnavano…e poi una versione di Cappuccetto Rosso a fumetti…questa è ancora conservata a casa dei miei, passata tra le mani di tutti i nipotini…le pagine cadono a pezzi quasi, solo a guardarlo quel libro che ha quasi 40 anni sembra racchiudere tra le sue pagine la storia della mia famiglia da quando ero piccola ad ora, e ogni volta che torno nella mia cameretta e lo vedo lì, lo prendo e lo sfoglio…ha l’odore della mia infanzia…
La voglia di leggere è cresciuta con me…se non ho tre o quattro libri da leggere in casa, non sto bene…preferisco avere il frigo vuoto (cosa che non è rara…;-)), piuttosto che nessun libro sul comodino…
La settimana scorsa ho comprato un pò di libri, tra cui uno che mi era stato consigliata dalla mia amica G…La vedova scalza, di Salvatore Niffoi…
L’ho finito ieri sera…e mi ha lasciato una strana sensazione…la sensazione di essermi persa qualcosa…Il libro è scritto molto in sardo…e non capivo…ho seguito la storia, ma in testa mi martella l’idea che non capendo le frasi in sardo, ma intuendone il significato dalle situazioni, mi sono persa l’intensità delle descrizioni…soprattutto riguardo a quei sentimenti viscerali che sono i motori della storia narrata…
Difficilmente mi sono sentita così alla fine della lettura di un libro…difficilmente non finisco un libro, anche se non mi piace, devo finirlo per poter esprime un giudizio definitivo….ma questo l’ho finito….ma non l’ho finito…è una strana sensazione da spiegare…non so che fare…anzi no…a settembre me lo porto dietro in Sardegna…e lo rileggo insieme al marito di G….lui è sardo…me la darà una mano…
E dire che Camilleri lo divoro, con le sue descrizioni in siciliano…ma il sardo, anzi no, il barbaricino, in questo caso, mi ha spiazzato…
Oggi e domani invece leggerò libri di altro genere…sto per partire per un viaggio, non vacanza, e devo farmi un’idea del posto in cui vado, prima informazioni pratiche, poi storia, curiosità, e posti che voglio vedere…e non da ultima, una full immersion nella lingua…almeno le cose basilari…vado a vedere la capitale di un paese che mi affascina da matti…anche qui i libri ci hanno messo lo zampino…Saramago, la sua scrittura, le sue storie, mi hanno fatto immaginare il Portogallo come la terra del viaggio della mia vita…lo farò…sicuramente, prima o poi, così come lui l’ha descritto nel suo Viaggio in Portogallo, ma la prossima settimana vedrò solo Lisbona…mi è capitata questa possibilità e non me la perdo…
Bloggers…mi immergo nelle mie ricerche e letture…ovviamente sdraiata sulla sabbia…:-)
Buona giornata…:-)

02.02.07

Perchè amo i vestiti

Archiviato in Senza categoria taggato , at 20:13 by Paola


Allora, ho aperto questo blog un mese fa, con l’intenzione di scrivere ogni giorno qualcosa di me, della mia vita quotidiana, ne ho altri in cui invece scrivo altre cose, uno tecnologico, uno dove mostro un’altra parte di me…qualcuno ha scovato le due identità…Insomma quello che si vede di me in questo blog è quello che sono…quasi per scherzo ho cominciato la rubrica su come mi vesto la mattina, l’ho trovata divertente, credo che lo sia anche per qualcun altro che mi legge e mi lascia dei bellissimi commenti…Ne esce sicuramente fuori che sono una che cura il proprio aspetto, curo il mio corpo, la mia persona, e curo anche il mio abbigliamento. Intendiamoci, io sono io dentro, con le mie passioni, i miei pensieri, la mia impulsività, la mia forza, la mia cocciutaggine, le mie debolezze…ma l’abbigliamento è un gioco, un gioco che può rispecchiare alcune delle mie caratteristiche…Per questo devo ringraziare la mia mamma…devo ringraziarla per tante cose, non solo per questo…Lei è sarta, ormai in pensione, fa solo poche cose ora, si è dedicata alla crescita di 4 meravigliosi nipoti…è da lei che ho ereditato quasi tutte le mie caratteristiche, da lei ho ereditato il gusto del bello e dell’armonia. Ho passato tanti di quei pomeriggi seduta ai suoi piedi tra sete, lane, colori, modelli, riviste…guardavo con la meraviglia negli occhi trasformare un pezzo di stoffa in un vestito meraviglioso, perfetto addosso a chi lo indossavo…guardavo la cura che lei, china con l’ago e le forbici, metteva in ogni punto che infilava…non un difetto nell’abito finito…sentivo i consigli che dava alla signore nello scegliere il vestito più adatto alla stoffa, alla persona, all’occasione…Aveva tra le sue clienti una baronessa, ah…quanto sognavo su quei vestiti. Mi ricordo un abito per una sera di gala, era di velluto blu, ma di un blu talmente intenso da far male agli occhi…ed era così meravigliosa la sensazione quando mi permetteva di passare la mano su quella stoffa così suadente…quando la baronessa venne a fare l’ultima prova, io ero accucciata in terra, con la testa piegata di lato completamente inebetita: davanti avevo una principessa delle favole…la baronessa se ne accorse, mi fece una carezza sulla testa e mi lasciò in eredità tutti gli avanzi di stoffa del vestito, dicendomi che mi concedeva di rifare lo stesso vestito per la mia bambola preferita…è stata l’unica volta che ho giocato con le bambole…di solito le distruggevo insieme al mio cane Zeus…era molto più divertente…
Un’altro ricordo che ho dei vestiti di mia madre è legato ad un abito da sposa che fece alla mia tata…la mia tata…Silvana…era meravigliosa…Silvana non c’è più…un maledetto tumore l’ha portata via a 42 anni da suo marito e da due bimbi di 5 e 2 anni allora. Io ero all’università…la mia mamma non mi disse niente…io non sapevo niente; tornai per le vacanze estive e siccome era la prima persona che andavo a trovare dopo la mia famiglia, la mia mamma mi fermò sulla porta, mi prese la mano e mi disse che Silvana non c’era più…il vestito che la mia mamma ha fatto per Silvana per il suo matrimonio resta il più bel vestito da sposa che io abbia mai visto…
Anche come mi vesto è un modo per essere me stessa….